Monossido di carbonio, arriva il divieto di utilizzo anche da parte della WADA: “Il ciclismo si era mosso prima, come già avvenuto in passato”
La “nuova frontiera” dell’utilizzo del monossido di carbonio nel mondo dello sport, che si era aperta ormai qualche anno fa, viene definitivamente chiusa dalle autorità regolatrici. Il fatto che il gas potesse essere usato per una serie di inalazioni ripetute per migliorare le proprie prestazioni, aveva da subito sollevato parecchie perplessità. Durante il Tour de France 2024 la materia divenne di pubblico dominio e, in quel periodo, alcuni corridori avevano di fatto confermato che la pratica fosse utilizzata, anche se ufficialmente solo per motivi di monitoraggio, e quindi non in maniera intensiva.
L’Unione Ciclistica Internazionale, dal canto suo, già a novembre 2024 aveva chiesto in maniera “informale” alle varie squadre di non usare il monossido di carbonio e aveva pure fatto presente il tema all’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA). L’UCI si era poi mossa in maniera molto veloce e già a febbraio 2025 ha emesso il divieto di utilizzo, per quel che le compete. Ora starebbe per arrivare il divieto “totale” della pratica di inalazione del gas, poiché la WADA ha in calendario di introdurre il provvedimento a partire dall’1 gennaio 2026.
Ad anticiparlo è il direttore medico dell’UCI, Xavier Bigard: “Noi avevamo già vietato l’uso ripetuto di monossido di carbonio – le parole del dottore riportate da DirectVelo – Fatta eccezione per due inalazioni, a due settimane di distanza l’una dall’altra, per la misurazione dell’emoglobina. Abbiamo anche avviato una procedura con la WADA affinché chiarissero la loro posizione su questa pratica”. Posizione che diventerà, quindi, la stessa dell’Unione Ciclistica Internazionale, ovvero quella di una pratica di fatto vietata su scala mondiale.
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